Stupefacenti le organizzazioni attive nel settore in favore della revisione della legge
Dieci anni di sforzi coronati da successo nella politica della droga rischiano di andare in fumo se in giugno il Consiglio nazionale rifiuterà l’entrata in materia sulla revisione della legge sugli stupefacenti. Lo hanno sostenuto ieri varie organizzazioni attive nel settore, secondo cui in gioco vi è ben più della liberalizzazione dello "spinello". Le organizzazioni hanno quindi invitato i deputati a guardare in faccia la realtà.
Il timore delle organizzazioni di genitori, esperti nella prevenzione e funzionari di polizia non è infondato. Nel settembre del 2003, in piena campagna elettorale in vista delle elezioni federali, la Camera aveva respinto l’entrata in materia, sconfessando così i colleghi del Consiglio degli Stati. Il rischio che ciò si ripeta è alto.
La commissione preparatoria del Nazionale ha invitato infatti a inizio mese il plenum a non entrare in materia. Se tale posizione dovesse confermarsi, l’intero progetto verrebbe affossato.
Un simile scenario spaventa la Società svizzera di medicina delle dipendenze, la quale ha invitato i parlamentari a guardare in faccia la realtà. Secondo il suo rappresentante Toni Berthel, "la revisione della legge permetterà di proteggere in modo mirato i giovani contro il consumo di droghe, di sostenere efficacemente genitori e operatori del settore e di regolamentare produzione e commercio di canapa". La revisione legislativa prende in considerazione i mutamenti sociali, ha specificato Berthel, "sgravando polizia e tribunali".
Per la delegata ai problemi della droga della città di Losanna, Viviane Prats, con la politica dei quattro pilastri la Confederazione ha istituito un metodo "realista e intelligente, che sarebbe sbagliato ridurre soltanto all’aspetto legato alla depenalizzazione del consumo di marijuana". La revisione conferisce infatti una base legale più solida alla politica dei quattro pilastri - prevenzione, terapia, riduzione dei rischi e repressione - e sviluppa assi di prevenzione e protezione pensati appositamente per i giovani.
Dello stesso parere Martin Jäggi, presidente della Conferenza dei comandanti di polizia svizzeri, che ha ricordato i buoni risultati ottenuti dalla politica dei quattro pilastri nella lotta al consumo di eroina. A suo avviso è necessario modificare la legge per quanto attiene al consumo di canapa, poiché un divieto avrebbe quale unico effetto quello di incoraggiare il mercato nero. (Ats)
Il rischio è che in giugno il Consiglio nazionale non entri in materia, affossando così definitivamente il progetto.